Inquadramento generale

Sovramonte fa parte della Comunità Montana Feltrina e si situa nel lembo sud-occidentale della Provincia di Belluno. Confina con i comuni di Feltre, Pedavena, Fonzaso, Lamon, Canal San Bovo, Imer e Mezzano.
Il territorio, per una estensione di 50,4 Km2, si presenta come un altopiano boscoso con superfici prative e coincide per buona parte con il bacino del torrente Ausor, delimitato a sud dal Monte Ave-na (1450 m) e a nord dalle Vette Feltrine occidentali, e per il 40% è incluso nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Le maggiori elevazioni sono il Monte Pavione (2334 m), il Col di Luna (2295 m), la Costa dei Piadoch (2264 m), il Pavionet (2187 m) e la Vallazza (2167 m).
La popolazione è distribuita in vari nuclei abitati comprendenti cinque frazioni principali - Aune, Faller, Sorriva, Servo, Zorzoi -, mentre il capoluogo è Servo, situato in posizione centrale. Questi insediamenti si concentrano in una fascia altimetrica che va dai 350 m di altitudine di Moline ai 1011 m di Croce d’Aune.

Orografia
Gran parte del Sovramontino è compreso nel bacino idrografico del Cismon, con i suoi vivaci af-fluenti Noana, Cesilla, Rosna ed Ausor, il maggiore con i suoi 7 Km di sviluppo. Alle falde del Ma-gheron (1837 m), in località Stalle Boa, vi sono le sorgenti del Porcilla, che a Pedavena si getta nel Colmeda.

La testata della Busa delle Vette sottende alle valli di San Martino e di Lamen, i cui tor-renti (Stien ed ancora Colmeda) sono affluenti del Piave. Questi brevi corsi d’acqua sono caratteriz-zati da regimi torrentizi con portate discontinue e frequenti piene secondo la stagione (soprattutto in autunno con periodi di magra in inverno). Queste sono causa dei fenomeni franosi visibili sulle pendici più ripide delle valli, i cui piedi sono soggetti a continua erosione. Il torrente Cismon, che fa da confine occidentale al territorio comunale, è il principale affluente del Brenta. Nasce in Trentino alle falde del Monte Castellazzo e, attraversando la conca del Primiero, riceve le acque di numerosi torrenti per un bacino di 642 Km² caratterizzato da abbondanti precipi-tazioni, per infine terminare la sua corsa, dopo 50 Km, a Cismon del Grappa.
Nel corso del Novecento le sue acque sono state ampiamente sfruttate con la realizzazione di sbar-ramenti ed impianti idroelettrici.

Dighe e Centrali
Terminata il 29 Ottobre 1909, la diga di Ponte Serra è parte di uno dei primi impianti idroelettrici ad essere realizzati in Provincia di Belluno. Una lunga galleria scavata nella roccia conduce l’acqua al-la centrale di Pedesalto le cui turbine generavano agli inizi una potenza di 6.600 Kw. Il lago era lun-go in origine ben 2,5 Km, ma col tempo si è progressivamente interrato per l’apporto detritico, so-prattutto dopo l’alluvione del 1966. Di particolare interesse è la cascata che si forma, dopo abbon-danti precipitazioni, con l’acqua sfiorante dalla sommità della diga.
Nel 1929 entrò in funzione la centrale di Moline, inaugurata nel 1931, dotata di tre turbine che allo-ra generavano una potenza di 30.000 Kw. Di proprietà della S.A.V.A. (Società Anonima Veneta Al-luminio), un moderno elettrodotto portava l’energia prodotta ad uno stabilimento di Porto Marghera dedicato alla produzione dell’Alluminio. Successivamente fu acquisita dalla Società Idroelettrica Cismon. La condotta che genera un salto utile di 143 metri venne fatta saltare dei partigiani durante il secondo conflitto mondiale. Attualmente l’impianto riceve le acque del lago di Schener mediante una galleria lunga più di 4 Km in cui viene immesso anche il Rio Rosna.

Nel 1955, con la costruzione della diga sul torrente Senaiga, venne realizzata sul Cismon all’altezza di Ponte Oltra una briglia filtrante che, attraverso una galleria di 4 km, alimenta il bacino lamonese.
A Pontet nel periodo 1960-63 venne costruita una diga a doppia curvatura in calcestruzzo alta 73 metri che forma un invaso, il lago dello Schener, dalla capacità di 3,5 milioni di metri cubi d’acqua. Presso lo sbarramento, lungo la strada, vi è una centrale in caverna dotata di una turbina con salto utile di 14 m.
Per quanto importante risorsa energetica, lo sfruttamento eccessivo dei corsi d’acqua può portare gravi danni all’ecosistema alpino causando un serio pericolo per le popolazioni ittiche e di conse-guenza per l’avifauna che vi dipende. Non è tuttavia il caso di questi impianti che restituiscono, sep-pure a distanza di chilometri, l’acqua allo stesso Cismon.

Clima
Il clima dell’altopiano è caratterizzato da abbondanti precipitazioni durante tutto l’arco dell’anno: freddo invernale a volte associato a nevicate, una certa instabilità primaverile, episodi temporaleschi estivi e veri e propri nubifragi autunnali alternati alle giornate di alta pressione. Sotto i 1500 m di altitudine è di tipo temperato fresco, tipico delle zone montane di media altitudine, mentre dai 1500 ai 2200 m prevale il Temperato freddo. Le temperature medie annuali sono di 7-8° sull’altopiano, 4-5° a 1500 m e 2-3° a 2000 m. L’abbassamento termico per ogni 100 m di altitudine è di 0,6°.
L’inverno è contraddistinto da un freddo intenso con frequenti fenomeni di inversione termica nelle valli, ma l’estate, data la quota, si presenta tendenzialmente fresca. Il mese più caldo è luglio, quello più gelido gennaio. Il numero di giornate con bel tempo si concentra in inverno, mentre la stagione primaverile presenta situazioni di maggiore instabilità. La copertura media annuale nevosa è di 70-80 giorni con picco a febbraio.
Le Vette, con le Dolomiti Bellunesi, costituiscono la prima vera barriera ai venti umidi provenienti da sud (dall’Adriatico) che, per effetto della condensazione, vi rovesciano abbondanti precipitazioni fino a raggiungere nell’area i 1300 mm di pioggia l’anno.
I venti nelle valli  da marzo a settembre sono dominati dalle brezze, mentre sulle cime sono regolati dalle grandi correnti atmosferiche, e spesso presentano condizioni di fohn (rialzo termico e forti venti) da nord.